Dietro un caso denunciato ce ne sono cento che non vengono a galla. Esistono norme e strumenti per rendere la navigazione in rete dei minori più sicura ma i genitori spesso hanno difficoltà a spiegare ai propri figli come sfruttare i mezzi e le opportunità di internet chiarendone anche i limiti.

Bambini e ragazzi non sempre percepiscono il pericolo nascosto dietro un messaggio, un’immagine o una condivisione. E quando sono presi di mira non ne parlano con un adulto per vergogna oppure per il timore di perdere le chiavi di accesso di un luogo dove si è spostata una buona fetta della loro vita sociale.

L’attenzione della famiglia va quindi integrata nelle aule. Non attraverso nozioni di informatica: ma dando gli strumenti per comprendere come sfruttare al meglio i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia conoscendone i limiti e i rischi.

La Cooperativa Noi e gli Altri, attuale gestore del progetto animativo ed educativo presso l’Istituto Regionale A.Gervasone di Chatillon, in collaborazione con la Direzione dell’Istituto, ha realizzato oggi un incontro con gli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Aosta, destinato ai circa 80 ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 ed i 14 anni.

In particolare, l’Ispettore Capo ha affrontato con i partecipanti il concetto di reato attraverso il web, i rischi dello scambio di immagini attraverso gli smartphone, la gestione dei profili social ed in generale come utilizzare correttamente la rete senza correre il rischio di commettere reati od esserne vittima.

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